Il respiro è vita e salute

12/06/2026

Tutti i processi vitali dell'essere umano, e non, si esprimono attraverso il respiro.(5) Grazie ad esso siamo in grado di manifestare emozioni di benessere o di malessere. La vita è ciò che esiste tra il primo e l'ultimo respiro. Anche i testi sacri come la Bibbia, raccontano che Dio creò Adamo soffiando su un pezzo di creta.(1)

La cultura greca nell'antichità utilizzava un termine unico: "Pneuma" per identificare lo spirito e il respiro. Il prana, nell'insegnamento yoga e tantrico(27), rappresenta la forza vitale, che anima ogni forma vivente assorbita dall'aria. Riuscire pertanto, nel corso della propria vita, ad avere consapevolezza e controllo del respiro, significa vivere una vita più sana e scevra da malessere.

Come raggiungere questa consapevolezza del benessere? Attraverso alcune tecniche come, ad esempio, la meditazione sia occidentale che orientale. Imparando anche a vivere il "Qui è ora", abbandonando la frenesia del mondo globalizzato…(11-12)

Un bellissimo pensiero del maestro zen vietnamita, poeta e pacifista Thic Nhat Hanh, preso dal suo libro: "Ogni istante è un dono", cita: "Il respiro è il ponte che collega la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai nostri pensieri. Ogni volta che la vostra mente si disperde utilizzate il respiro come mezzo per prendere di nuovo in mano la nostra mente",(22) ci consente di comprendere come la struttura – corpo e la psiche – mente siano indissolubili, grazie al respiro.

La maggior parte di noi appunto non sa più respirare, presi dal modo frenetico di vivere, soprattutto in occidente, saper respirare agevola il fluage energetico (QI), migliora la risposta del nostro sistema immunitario, mantiene l'allostasi psicofisica…

Spesso la nostra programmazione centrale implicita(2-8-10) ci consente di esternare il malessere profondo inconsapevole, attraverso frasi come: mi manca il respiro oppure sono giorni che ho il fiato corto, ma anche il benessere consapevole quando osservando l'alba piuttosto che il tramonto proviamo emozioni di gioia, che riempiono i nostri polmoni.

Altre volte ricerchiamo nella scientificità la verità dei nostri pensieri, delle nostre osservazioni o addirittura del nostro agire, dimenticando che il rispetto della nostra natura, della nostra essenza racchiude tutta la vera salute.

Non è necessario che vi sia sempre un ragionamento scientifico, basterebbe l'utilizzo della logica e della ragionevolezza (binomio inscindibile dell'uso della ragione)(6), attraverso un'osservazione coerente, ad esempio: quando si è spaventati o arrabbiati, la respirazione è veloce, irregolare, quando invece siamo rilassati la respirazione diventa fluida, lenta e regolare.

Qual è il sistema che regola le nostre risposte emozionali? Il sistema nervoso vegetativo o autonomo, ma come funziona? Grazie allo scienziato e studioso Porges (25) è possibile oggi, anche a livello scientifico, comprendere come il respiro sia la parte principale della nostra salute (17).

La teoria polivagale di Porges (i primi studi risalgono a 40 anni fa), spiega come funziona e come si comporta il nostro sistema nervoso autonomo in situazioni di pericolo. L'attivazione immediata del sistema di difesa, genera una risposta nella parte filontogeneticamente più antica del cervello, il tronco encefalo(18).

Porges ricorda come il sistema ortosimpatico sia in grado di promuovere una risposta di attacco, fuga, congelamento, mentre il sistema parasimpatico sia in grado di innescare la reazione di morte apparente con la componente dorso vagale amielinizzata, e di affiliazione e vicinanza, di collaborazione e di aiuto reciproco con la porzione ventro vagale mielinizzata, tutto alterando la nostra respirazione(17).

È bene ricordare come le morti in culla siano l'espressione embriologica di uno sviluppo dorso vagale anticipatore rispetto agli altri sistemi, il quale comporta purtroppo l'arresto immediato del respiro. Il nostro organismo psico neuro endocrino immunitario risponde a meccanismi vegetativi, pertanto il principale attore in condizioni, ad esempio di medio pericolo, è il sistema ortosimpatico (attacco – fuga: reattività di sopravvivenza), mentre in condizioni di grave pericolo è quello parasimpatico(19).

Il problema del sistema parasimpatico è che le risposte si differenziano:

  • la risposta dorso vagale comporta l'assoluta immobilità la cosiddetta morte rettiliana apparente,
  • mentre la risposta ventro vagale comporta un effetto calmante(16-17-18).

In condizioni di stress la capacità autonoma vegetativa di passare rapidamente dalla condizione di coinvolgimento sociale (sicurezza = circuito ventro vagale attivo) ad una reazione per affrontare un pericolo (minaccia = circuito ortosimpatico attivo) rappresenta la nostra finestra autonomica, ovvero la nostra salute(17).

Tutte le nostre fluttuazioni quotidiane legate allo stato emotivo possono essere normali solo se all'interno della nostra finestra di tolleranza, altrimenti entriamo in fasi di iper o ipo eccitabilità (iperarousal o ipoarousal) (17-18-19).

Un particolare anatomo fisiologico ci ricorda come le nostre risposte orto e para ventrovagali siano sopradiaframmatiche, mentre quelle dorsovagali siano sotto diaframmatiche(17-18-19). Ma in tutto questo il respiro quale ruolo occupa… Può consentirci di modulare, comprendere e regolare le nostre emozioni.

Ad esempio, in condizioni di iperattività parasimpatica possiamo osservare broncocostrizione, bradicardia, bradipnea, rilassamento sfinterico (scariche diarroiche), mentre in condizioni di iperattività ortosimpatica possiamo osservare broncodilatazione, tachicardia, tachipnea, costrizione sfinterica (stipsi) (17-18-19).

Per stare in salute si necessita quindi l'espansione della finestra di tolleranza, attraverso il respiro. Gli studi compiuti da Porges dimostrano che se il para è alto in concomitanza con un orto elevato, gli effetti sul sistema sono minimi, al contrario l'attività orto è più incisiva se il para è basso(17-18-19).

Imparare a respirare può aiutarci a gestire meglio le nostre emozioni che possiamo distinguere in protettive (paura, rabbia, tristezza, vergogna e disgusto) ed arricchenti (gratitudine, tenerezza, godimento, orgoglio, curiosità). L'opposto dei pensieri negativi non sono i pensieri positivi, ma aprirsi ai 5 sensi e alla relazione, grazie alle tecniche di meditazione, dove la respirazione la fa da padrone…

La prima modalità per gestire uno squilibrio, ad esempio psichico, è regolare la nostra modalità respiratoria per poi curare il sonno, l'alimentazione e l'attività fisica. Come possiamo quindi mantenere costante la nostra salute ed al limite anche migliorarla? Aumentando la resilienza della nostra finestra biologica autonomica vegetativa.

Attraverso l'esercizio respiratorio che può essere ginnastico o meditativo per giungere alla consapevolezza del nostro corpo e della nostra mente. Esistono 3 modelli di respirazione in natura:

  1. ALTA, in grado di coinvolgere la parte superiore del tronco; é una forma di respirazione molto comune in occidente.
  2. MEDIA, in grado di coinvolgere parzialmente il movimento diaframmatico del centro tendineo e il torace.
  3. BASSA, detta anche respirazione diaframmatica, in grado di coinvolgere totalmente il diaframma addominale.

Sono molteplici le metodiche di trattamento in ambito respiratorio, da quelle meccanicistiche a quelle di consapevolezza ovvero di interiorizzazione del respiro. Essendo in occidente ed avendo spesso a che fare con pazienti inconsapevoli, è possibile utilizzare un percorso di training respiratorio che prenda in considerazione, dapprima esercitazioni meramente meccaniche e successivamente di consapevolezza interiore.

Per quanto riguarda le esercitazioni meccaniche ricordiamo l'utilizzo di strumenti di misura, pre e post trattamento, come lo spirometro e strumenti di allenamento al respiro, con modulazione di frequenza e volume in litri di lavoro, come lo spirotiger. Mentre per quanto riguarda le esercitazioni consapevoli ricordiamo l'utilizzo di tecniche come la coerenza cardiaco cerebrale(3-4-13-14-15), la meditazione ayurvedica(23), il mindfullness(24), lo yoga(27), il tai chi(26), lo Qi Qong(9) etc.

Per meglio comprendere cosa sia in natura la sana respirazione, basti osservare un neonato mentre riposa profondamente, il suo respiro sarà lungo, ritmato e coinvolgente tutto l'organismo, come un'onda che avvolge tutto ciò che incontra(5).

Al neonato nessuno insegna come respirare correttamente è la natura che impone le proprie regole di salute, senza alcuna istruzione…

L'adulto invece respira in modo turbato e mai profondamente.

Immaginiamo di trovarci in pericolo e di essere particolarmente spaventati.

In quello stesso istante il nostro respiro diventerà corto, rapido, veloce e solo dopo essere riusciti a scappare dal pericolo ritornerà un respiro normale.

Istintivamente bloccare il respiro diventa una reazione di difesa di fronte al pericolo, per non farci sentire dall'eventuale nemico e raccogliere le forze per la fuga.

Quando da bambini ci siamo trovati di fronte a situazioni traumatiche ripetute, come emozioni di paura, tristezza e rabbia la cui espressione è interdetta, impariamo a bloccare queste emozioni con il blocco del respiro.

Limitare il respiro per "Non sentire la sensazione" costituisce per l'essere umano una decisione difensiva presa per sopravvivere.

Wilhelm Reich(20-21), che per primo ha studiato il rapporto tra corpo e sentimenti, afferma: "…che la respirazione frenata costituisce il meccanismo fisiologico della repressione degli affetti e la rimozione degli affetti è il meccanismo fondamentale della nevrosi in generale".

Il nostro carattere stesso, così come il nostro atteggiamento corporeo e respiratorio, si forma in rapporto a questo tipo di esperienze.

Wilhelm Reich (20-21) aveva chiamato la struttura di questo insieme di difese corporee "Corazza caratteriale".

Spesso, l'atteggiamento fisico di una persona rivela la sua personalità molto più delle sue parole.

Da una persona che parla ansimando non ci aspetteremo certo un atteggiamento saggio verso la vita, mentre da una persona rilassata e tonica ci aspettiamo invece spontaneità ed equilibrio. Prendiamo, inoltre, in considerazione il respiro nella vita di relazione.

Se la persona per me importante interloquisce dicendomi: "Non vali niente", "Ti odio", il mio respiro si ferma e il mio corpo si contrae restringendo visceri e sfinteri.

Ma se qualcuno mi dice: "Sei in gamba", "Mi è piaciuto quello che hai fatto", se il mio amore mi dice: "ti amo", io sento calore su di me, il respiro si fa disteso. Il senso di gratificazione è l'espressione più alta di salute che un essere vivente consapevole può manifestare e provare.

Non facciamoci sopraffare dalle emozioni negative viviamo la nostra vita con entusiasmo e ricerchiamo nella regolarità e profondità del respiro la nostra salute.

Bibliografia

  1. 1.AA.VV: "La Bibbia" Ed. Paoline – 2014 Roma
  2. 2.Alberini C. M. – Kandel E. R. (2014), "The regulation of transcription in memory consolidation". Cold Spring Harb Perspect Biol. Dec 4; 7(1)
  3. 3.Arguelles, L. – McCraty R. – Rees. R.A. (2003), "The hearth in holistic education", Encouter: Education for Meaning and Social Justice, 16(3), pp. 13-21
  4. 4.Childre, D. – Cryer B.(2002), "From Chaos to Coherence: The Power to Change Performance" Planetary Publications, Boulder Creek (Calif.)
  5. 5.Di Chiara A. "Il giusto respiro" Ed. Il Leone Verde – 2013 Torino
  6. 6.Giussani L. "Il senso religioso, Vol. I" Ed. Rizzoli – 2003 Milano
  7. 7.Hamer R.G. "Il cancro e tutte le cosiddette malattie" Ed. Amici di Dirk, 2005
  8. 8.Holmes, J. (2000), "Memory and therapeutic action". Int. J. Psycho-Anal., 81(2): 353-354
  9. 9.Jwing – Ming Yang "Le radici del Qi Qong cinese" Ed. Mediterranee – 2008 Roma
  10. 10.Lau-Zhu A. – Henson R. N. – Holmes E. A. (2019), "Intrusive memories and voluntary memory of a trauma film: Differential effects of a cognitive interference task after encoding". J Exp. 2019 Apr 25.
  11. 11.Lipton B. "Biologia delle credenze" Ed. Macro libri – 2017 Rimini
  12. 12.Lipton B. "Evoluzione spontanea" Ed. Macro libri – 2009 Rimini
  13. 13.McCatry R. – Atkinson M. – Tomasino D. – Tiller W.A. (1998), "The electricity of touch: Detection and measurement of cardiac energy exchange between people", in K.H. Pribram (a cura di), Brain and Values: Is a Biological Science of Values Possible?, Lawrence Erlbaum Associates, Publishers, Mahwah (N.J.), pp. 359-379
  14. 14.McCatry R. (2002), The Energetic Hearth: Bioelettromagnetic Interactions within and between Peolple, Heartmath Research Center, Institute of HeartMath , Boulder Creek (Calif.), Publication n. 02-035
  15. 15.McCraty R. (2004), "The energetic heart: Bioelectromagnetic communication within and between people", in P.J. Rosch e M.S. Markov (a cura di), Bioelectromagnetic medicine, marcel Dekker, New York, pp. 541-562
  16. 16.Ogden P. – Minton K. (2000) "Sensorimotor Psychotherapy: One Method for processing traumatic memory" Traumatology 6 (3): 149 – 173
  17. 17.Porges S. W. (2001) "The polyvagal theory: phylogenetic substrates of a social nervous system" International Journal of Psychophysiology 42, 123 – 146
  18. 18.Porges S. W. (2003) "Social engagement and attachment: a phylogenetic perspective" Annals of the New York Academy of Sciences 1008, 31 – 47
  19. 19.Porges S. W. (2007) "The polyvagal perspective" Biological Psychology 74, 116 – 143
  20. 20.Reich W. "Analisi del carattere" Ed. Sugarco – 1996 Milano
  21. 21.Reich W. "Il carattere pulsionale" Ed. Sugarco – 1996 Milano
  22. 22.Thic Nhat Hanh "Ogni istante è un dono" Ed. Garzanti – 2017 Milano

Sitografia

  1. 23.www.meditazioneayurvedica.it
  2. 24.www.mindfullness.it
  3. 25.www.stephenporges.com
  4. 26.www.taichi.it
  5. 27.www.yoga.it

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